La comunione fraterna si costruisce nella misura in cui cresce la bontà nel cuore. Il cuore buono è positivo e creativo: trova sempre nuove possibilità di servizio per l'edificazione dei fratelli. Il cuore è buono solo se cerca sempre la luce di Dio.
Quando si sente ancora la spinta di dire all'altro il suo sbaglio e di far valere il proprio pensiero, il cuore non è ancora buono. È meglio non far risaltare lo sbaglio dell'altro, perché le tue parole non lo edificano; è meglio non spiegare, perché infatti non ti spieghi, ma ti difendi, con passione, e offenderai l'altro.
Quando non senti più in te il bisogno, il desiderio o la spinta di mostrare all'altro il suo errore e di far valere le tue ragioni e di difenderti, allora è il momento per te di dirgli il suo errore. Le parole che escono dal cuore buono illuminano la mente ed edificano il cuore del tuo fratello.
Il cuore buono è ricco perché è libero e povero. E' libero dagli interessi, dalle ideologie e povero di se stesso e quindi è ricco del desiderio di bene per i fratelli.