Il cristianesimo non è in prima istanza una dottrina, bensì una persona, Gesù Cristo. Di conseguenza, la proclamazione di questa persona e del rapporto personale con Lui rappresenta l'aspetto più importante e l'inizio di ogni vera evangelizzazione. La persona di Gesù apre la strada del cuore all'accettazione di ogni altra cosa. Secondo Sant'Agostino, persona significa rapporto. La persona, quindi, non si può conoscere nella sua realtà se non relazionandosi con lei. Questo è il motivo per cui non si può conoscere Gesù Cristo come persona se non entrando in un rapporto personale con Lui, riconoscendolo come il proprio Signore. Si diventa veri evangelizzatori dopo aver incontrato il Signore e aver sperimentato la potenza del suo Spirito nella propria vita. Quando si ha un incontro personale con il Signore Gesù, Egli spontaneamente si farà conoscere dagli altri.
La proclamazione è "il fondamento, il centro e al tempo stesso il culmine della missione evangelizzatrice della Chiesa" (cfr Evangeli nuntiandi, n. 27). "Tutte le forme dell'attività missionaria tendono verso questa proclamazione" (Redemptoris missio, n. 44). La priorità assoluta della Chiesa consiste nel proclamare la buona novella su Gesù Cristo come messaggio gioioso per il mondo intero. Il bisogno di una proclamazione diretta non ha perso nulla della sua urgenza in Asia, dove i cristiani rappresentano un'esigua minoranza. E' vero che in alcune zone Cristo non può ancora essere proclamato apertamente con le parole. Tuttavia può e deve essere proclamato attraverso la testimonianza di vita, il dialogo, l'inculturazione, lo sviluppo umano, la solidarietà con i poveri, ecc..
In alcuni centri intellettuali e di devozione gli Indù hanno
guardato a Cristo come al Guru, il Rivelatore di Dio e la Via della Salvezza.
Il Guru è fondamentale sia nella tradizione Vedanta che in quella
Bhakti dell'India. Il Guru è il sacramento del Divino, riflesso
della Presenza Divina al punto che non vi è alcuna separazione tra
Dio e la persona del Guru. Vi sono altri in India che ritengono che Gesù
dovrebbe addirittura essere guardato alla luce della storia più
vasta del mondo. La sua vita e la sua morte non solo producono una nuova
visione sociale ma anche una modo nuovo per realizzarla. Dio si incontra
in modo autentico nei poveri e negli emarginati ai quali viene proclamato
il Regno di Dio e nei quali sta lentamente prendendo forma. Tuttavia, nel
sviluppare la cristologia per l'Asia dovremmo tenere presente il principio
di totalità della testimonianza biblica di Cristo.