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PAROLA PER LA MISSIONE
Spunti di riflessione missionaria
sulla liturgia domenicale

L'EUNTES.NET propone, settimanalmente, a laici, religiose e sacerdoti un itinerario di riflessioni sulla liturgia domenicale in chiave missionaria. Si offrono degli spunti per una meditazione missionaria, personale o comunitaria, sulla Parola di Dio, la quale, in modo costante e sorprendente, continua a illuminare, rafforzare e sostenere il cammino missionario della Chiesa, per la vita del mondo.


Avvento: tre personaggi per un solo Signore
 
II  Domenica di Avvento
Anno B –  10.12.2017

 

Isaia  40,1-5.9-11
Salmo  84
2Pietro  3,8-14
Marco  1,1-8
 
Riflessioni
Sono tre i personaggi principali che, nel tempo di Avvento, ci preparano all’incontro con Cristo: il profeta Isaia, Giovanni Battista e Maria. Ciascuno dei tre ha un rapporto missionario tutto particolare con il Salvatore che viene: Isaia lo preannuncia, Giovanni lo addita già presente, Maria lo offre. Vi sono anche altri personaggi che ebbero uno speciale rapporto con Gesù: San Giuseppe, Zaccaria, Elisabetta, Simeone, Anna… In Israele, tra i cosiddetti “poveri di Yahweh”, l’attesa di un Messia era grande, anche se per molti era confusa e mescolata a speranze umane.

 

Anche oggi la speranza è un valore in crisi di contenuti, perché molti non sanno bene ciò di cui hanno maggior bisogno per la propria crescita integrale. In un’opera teatrale emblematica del nostro tempo, lo scrittore irlandese Samuel Beckett, Premio Nobel di Letteratura (1969), denuncia l’assurdità della condizione umana: tutta l’opera “Aspettando Godot” è costruita sulla lunga attesa di un personaggio importante ma sconosciuto, dal profilo e i contorni nebulosi. Quando ormai si dice che quel personaggio è in arrivo, l’attesa cala di tono, la sua presenza svanisce. Non c’è l’incontro. Non è avvenuto nulla. La lunga attesa è stata vuota. Soltanto un’illusione!

 

Non così la speranza cristiana, che è un dinamismo di apertura e di incontro con una Persona, che è il Salvatore di tutti, con un nome e un volto ben definiti: si chiama Gesù Cristo. Egli è il centro dell’annuncio missionario della Chiesa. Di Lui intende parlare l’evangelista Marco fin dall’«Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1,1). La vita, ogni vita, ha inizio da una buona notizia. Sul pessimismo e sulle notizie tragiche non si costruisce il futuro. La vita, la salvezza nascono e crescono sempre come bella notizia. L’annuncio del Vangelo, la missione partono sempre dalla bella notizia di Gesù Salvatore.

 

Il profeta Isaia, o secondo-Isaia (I lettura), vuole aprire il cuore del popolo alla speranza in un futuro di libertà e ritorno in patria, perché la schiavitù di Babilonia è finita, la tribolazione è compiuta (v. 2). La consolazione che il profeta annuncia con insistenza (v. 1) non è fatta solo di parole, ma di indicazioni a preparare nel deserto una nuova strada al Signore (v. 3-4). Anzi, Dio stesso si fa pastore che raduna il gregge e lo conduce con amore (v. 11). È un messaggio di “liete notizie” da gridare ad alta voce (v. 9). Giovanni Battista (Vangelo) rende ancor più concreto il messaggio di Isaia: lui stesso prepara la strada del Signore (v. 3), proclamando un “battesimo di conversione” (v. 4), annunciando la presenza di Uno più forte di lui (v. 7), che “battezzerà in Spirito Santo (v. 8). Con l’annuncio missionario e la preparazione della nuova strada del Signore “nel deserto”, cambia interamente il panorama spirituale del credente. In tal modo, iniziano davvero i “nuovi cieli e una terra nuova” (II lettura, v. 13). Una realtà che, esemplarmente, è già presente in Maria, tutta pura, “senza colpa e senza macchia” (v. 14): lei è l’Immacolata (8 dicembre).

 

Anche il Patrono delle Missioni, S. Francesco Saverio (festa il 3 dicembre), missionario in India e in Giappone quasi cinque secoli fa, sentiva l’urgenza di annunciare il Salvatore Gesù, e scriveva: «Moltissimi, in questi luoghi, non si fanno ora cristiani solamente perché manca chi li faccia cristiani. Molto spesso mi viene in mente di percorrere le università d’Europa, specialmente quella di Parigi, e di mettermi a gridare qua e là come un pazzo e scuotere coloro che hanno più scienza che carità con queste parole: “Ahimè, quale gran numero di anime, per colpa vostra, viene escluso dal cielo e cacciato all’inferno!” Oh! se costoro, come si occupano di lettere, così si dessero pensiero anche di questo, onde poter rendere conto a Dio della scienza e dei talenti ricevuti!» (*)

 

È legittima, certamente, qualche riserva sul linguaggio teologico dell’epoca del Saverio, ma non si può aver dubbi circa l’urgenza di suscitare, anche oggi, nuove vocazioni di missionari e di missionarie che annuncino a tutti i popoli che Gesù Cristo è il Salvatore. Il mondo ne ha estremo bisogno. Lo confermano le tragedie e i fatti salienti di ogni giorno. La preghiera dell’Avvento  -Vieni, Signore!-  è fortemente attuale. Ma Egli vuole arrivare agli altri, a tutti, anche tramite ognuno di noi, con la nostra testimonianza, la nostra parola.

 

 

Parola del Papa

(*)  “La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale”.

Benedetto XVI
Enciclica Spe Salvi (2007) n. 48
 
Sui passi dei Missionari

- 10/12: Memoria di Thomas Merton (Francia 1915-1968 Tailandia), monaco trappista nel Kentucky (USA), mistico e scrittore fecondo, maestro di spiritualità moderna e dialogo.
- 10/12: Giornata Mondiale dei Diritti Umani (ONU, 1948).
- 12/12: Festa di Nostra Signora di Guadalupe, apparsa sul colle del Tepeyac in Messico (1531) all’indigena San Juan Diego, con un messaggio di speranza, agli inizi dell’evangelizzazione dell’America: “Non temere. Non sono qua io che sono tua madre?”
- 14/12: S. Giovanni della Croce (1542-1591), sacerdote carmelitano spagnolo, mistico e dottore della Chiesa, riformatore dell’Ordine Carmelitano assieme a S. Teresa d’Avila.
- 14/12: S. Nimatullah Youssef Kassab Al-Hardini (1808-1858), sacerdote maronita libanese, uomo ascetico, dedito allo studio e all’attività pastorale.
- 16/12: B. Filippo Siphong Onphitak (1907-1940), padre di famiglia e catechista, protomartire della Tailandia. Quando il parroco fu espulso, egli divenne la guida della sua comunità e fu ucciso. In Tailandia si contano altri martiri: il B. Nicola Bunkerd (vedi 12/1), 2 suore (26/12) e 4 laici.
- 16/12: Bb. Giuseppe Thao Tien (1918-1954), primo sacerdote e protomartire del Laos, beatificato a Vientiane (2016) assieme ad altri 16 martiri: 5 missionari MEP (francesi), 6 Oblati di Maria Immacolata (5 francesi e 1 italiano), e 5 catechisti laotiani; tutti e 17 furono uccisi dai comunisti Pathet Lao, fra 1954 e 1970.



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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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