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PAROLA PER LA MISSIONE
Spunti di riflessione missionaria
sulla liturgia domenicale

L'EUNTES.NET propone, settimanalmente, a laici, religiose e sacerdoti un itinerario di riflessioni sulla liturgia domenicale in chiave missionaria. Si offrono degli spunti per una meditazione missionaria, personale o comunitaria, sulla Parola di Dio, la quale, in modo costante e sorprendente, continua a illuminare, rafforzare e sostenere il cammino missionario della Chiesa, per la vita del mondo.


Missione con la speranza di Dio, seminatore prodigo e ostinato
 
XV Domenica del T. O.
Anno A - 13.7.2014

 

Isaia  55,10-11
Salmo  64
Romani  8,18-23
Matteo  13,1-23
 
Riflessioni

Poche cose nella natura sono così piccole e quasi invisibili, eppure così potenti e sorprendenti come i semi delle piante. Ce ne sono a miriadi e di ogni specie, entrano dappertutto, li calpestiamo o si attaccano ai vestiti senza che ce ne accorgiamo; sembrano insignificanti, eppure sono forti, resistenti, con capacità enormi di sviluppo. Tutte le piante del bosco, orto, frutteto o giardino hanno origine da un pugno di semi: in essi la Natura ha concentrato potenzialità di sviluppo quasi infinite. Nella parabola odierna  -detta del seminatore (Vangelo), Gesù, da bravo Maestro e attento osservatore della natura, tesse il suo noto e straordinario insegnamento partendo proprio dai semi. Tre sono le angolature sotto cui si può studiare questa parabola: il seminatore, il seme e i terreni; tutti e tre con una proiezione di universalità.

 
Anzitutto, il seminatore sorprende per la sua prodigalità. Agisce da ‘inesperto’, getta il seme dappertutto, quasi senza voler accorgersi dove finisce: sulla strada, tra i sassi e le spine, e finalmente sul terreno buono. Il seminatore è simbolo di speranza: spes in semine (la speranza è nel seme) si dice. Il seminatore è l’immagine del Dio della vita, della speranza e misericordia, prodigo e ‘ostinato’ nella distribuzione dei suoi doni: ama tutti, vuole che la sua parola arrivi a tutti, “vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità” (1Tim 2,4). E così nella vita e nelle culture di tutti i popoli, anche se non ancora evangelizzati, si trovano doni e valori che hanno la loro origine e pienezza nel Dio che è Padre di tutti e datore di ogni bene.

 
Il seme è la Parola di Dio, è Gesù stesso, Verbo e dono del Padre, Dio in carne umana, Cristo, che è la pienezza del Regno. L’annuncio missionario del Vangelo di Gesù fa crescere i valori presenti nelle culture, li purifica e li porta alla perfezione. A ragione, già San Giustino (+165) chiamava tali valori i ‘semi del Verbo’. Parola efficace del Padre, il Verbo è come la pioggia (I lettura) che scende dal cielo per irrigare la terra, fecondarla e far germogliare nuovi frutti (v. 10). Questo Seme divino ha una potenzialità infinita: offre a tutti la salvezza; non vi sono barriere capaci di impedire che la salvezza arrivi ovunque, a chiunque, compresi i più disperati. Nel mondo, che è il campo del Padre  –sempre bello da contemplare!–  (Salmo responsoriale), non vi sono persone o realtà irrecuperabili. Questo è il fondamento dell’ottimismo cristiano: tenace, al di sopra di ogni resistenza. Questa è la speranza che sostiene il missionario: egli crede alle sorprendenti potenzialità della Parola che va seminando, spera sempre che il seme produca frutti, mette in gioco la sua vita per salvare se stesso e gli altri. Lo spiega bene il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Spe Salvi. (*)

 
Dio ha scelto di lasciarsi condizionare dai terreni diversi. Egli offre generosamente la sua salvezza a tutti, ma non forza nessuno, rispetta e si affida alla libertà umana. I terreni diversi, cioè ogni persona, hanno la capacità di accogliere o di rifiutare il seme. Questo è il dramma dell’esistenza umana, con la sua facoltà di scegliere tra essere strada, sasso, spine, o terreno buono. E anche quest’ultimo con diversi gradi di risposta: produrre il 30, il 60, il 100 per uno (v. 8.23). Dentro questi meandri del cuore umano si inserisce l’opera dello Spirito (II lettura), che è presente anche nella creazione che geme e soffre in attesa della salvezza piena dei figli di Dio (v. 23).

 
Nella storia delle missioni e nell’attività di evangelizzazione si fa spesso la grata scoperta di tesori di santità e di grazia anche là dove tutto sembra arido, sassoso, prematuro. Alcuni esempi lo confermano. Nel profondo Darfur (regione occidentale del Sudan, devastata da violenze senza fine) Dio ha fatto brillare la grandezza di una ex-schiava, santa Bakhita. In mezzo agli orrori della guerra civile del Congo (1964), Dio ha acceso la luce della beata Clementina Anuarite, martire della castità e del perdono. Tra le testimonianze recenti di terreni buoni possiamo ricordare anche: Maria Goretti, Gandhi, la Beata Madre Teresa e tante altre persone conosciute a livello delle Chiese locali. A proposito di terreni, la storia mostra che ci sono vicende alterne e mutevoli secondo i tempi e gli avvenimenti: epoche di accoglienza, di chiusura, rifiuti, ritorni… A ragione, la Chiesa ci fa chiedere al Padre, con la potenza dello Spirito, “la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola, che continui a seminare nei solchi dell’umanità, perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace”. (Orazione).

 
 
Parola del Papa

(*)  “La nostra speranza è sempre essenzialmente anche speranza per gli altri; solo così essa è veramente speranza anche per me. Da cristiani non dovremmo mai domandarci solamente: come posso salvare me stesso? Dovremmo domandarci anche: che cosa posso fare perché altri vengano salvati e sorga anche per altri la stella della speranza? Allora avrò fatto il massimo anche per la mia salvezza personale”.

Benedetto XVI

Enciclica Spe Salvi, 30.11.2007, n. 48

 Sui passi dei Missionari


- 13/7: S. Enrico II (973-1024), imperatore romano e re di Germania; con la moglie S. Cunegonda propagò la fede in Europa, fondò monasteri e diocesi.

- 13/7: B. Mariano di Gesù Euse Hoyos (Colombia 1845-1926), sacerdote diocesano, esemplare per semplicità, integrità di vita e zelo apostolico nelle attività parrocchiali.
- 13/7: B. Carlo Manuel Rodríguez Santiago (1918-1963), laico, primo beato di Porto Rico; apostolo fra i giovani, dedito alla liturgia e alla catechesi.
- 14/7: S. Camillo de Lellis (1550-1614), sacerdote italiano, dedito al servizio degli incurabili; fondatore dei Ministri degli Infermi (Camilliani).
- 14/7: S. Francesco Solano (1549-1610), francescano spagnolo, grande missionario in Panamá, Perù e Argentina.
- 14/7: B. Ghebre Michael (Etiopia, 1791-1855), lazzarista; convertitosi dalla Chiesa copto-ortodossa, soffrì persecuzione e martirio. È il primo sacerdote etiopico del Vicariato di Abissinia.
- 15/7: S. Vladimiro (+1015), principe della Russia di Kiev, si convertì (988) e divenne fondatore del Cristianesimo in Ucraina.
- 15/7: BB. Ignazio de Azevedo (+1570), sacerdote, e altri 38 martiri gesuiti spagnoli e portoghesi, uccisi dai pirati in mare, vicino alle Is. Canarie, mentre erano in viaggio verso il Brasile.
- 15/7: B. Anna M. Javouhey (1779-1851), francese, ardente missionaria, fondatrice delle Suore di S. Giuseppe di Cluny, per i bisognosi e le missioni.
- 16/7: Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, dove si rifugiò il profeta Elia; quel monte divenne il luogo ispiratore dell’Ordine dei Carmelitani.
- 16/7: BB. Andrea di Soveral, gesuita brasiliano, e Domenico Carvalho, laico, uccisi (+1645), assieme a più di 60 fedeli, durante la celebrazione della Messa  a Cunhaú, vicino a Natal (Brasile).
- 17/7: S. Sperato e compagni, “i 12 martiri scillitani”, protomartiri dell’Africa, uccisi a Cartagine (+180).
- 17/7: BB. Teresa di S. Agostino (M. M. Claudina Lidoine) e altre 15 monache carmelitane scalze, ghigliottinate a Parigi (+1794), negli anni della Rivoluzione Francese. Nella stessa epoca, in luoghi diversi della Francia sono stati uccisi, per motivi antireligiosi, molti sacerdoti e suore.
- 18/7: Giornata Internazionale dedicata a Nelson Mandela, per il suo contributo alla cultura della pace, la libertà, la democrazia internazionale e le attività umanitarie (ONU 2009).



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A cura di: P. Romeo Ballan – Missionari Comboniani (Verona)
Sito Web:   www.euntes.net    “Parola per la Missione”
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