LE BEATITUDINI DELL'ANNUNCIATORE
DI CRISTO


 
 
La felicità dell'annunciatore di Cristo

BEATO chi sa comprendere la relatività della propria cultura ed è disposto ad allargare il proprio orizzonte nell'accoglienza dei valori dell'altro;

BEATO chi pone solo Cristo come valore assoluto ed ha il coraggio di annunciare ed operare la trasformazione di ogni valore culturale particolare per renderlo cammino di salvezza;

BEATO chi vive nell'esodo continuo, nel pellegrinaggio senza soste, considerandosi, anche culturalmente, "senza casa";

BEATO chi non può chiamare nulla "suo": né lingua, né casa, né popolo, né progetti, né patria;

BEATO chi sa rendersi il "libero servo di tutti", chi vive nel rispetto incondizionato dinnanzi ad ogni creatura, prediligendo i poveri, i piccoli, gli esclusi di ogni società;

BEATO chi sa assumere l'ottica della croce, della debolezza, del fallimento, dell'apparente o reale sterilità, credendo che solo nella misura in cui tutto ciò che è umano "è completamente unito ad una morte simile alla Sua" (Rm. 6,5), nasce la novità esplosiva della Pasqua;

BEATO chi sa godere di diminuire perché l'altro cresca, di "bruciarsi" perchè il mondo faccia esperienza dell'amore di Dio;

BEATE NOI se in un mondo lacerato dall'odio e dalla divisione etnica e sociale, saremo capaci di testimoniare un'unità possibile, non "nonostante", ma "grazie' al nostro essere di culture, lingue, razze, nazioni diverse: avremo posto un seme di speranza nel cuore di ogni uomo.