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La battaglia globale per la famiglia passa per il Messico


Nota pubblicata dal Vaticano alla vigilia dell'Incontro Mondiale delle Famiglie

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 9 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Nonostante il divorzio, l'aborto e l'eutanasia siano opzioni molto lontane dalla cultura messicana, stanno penetrando in seguito alla pressione esterna. Per questo motivo, la Santa Sede attribuisce al VI Incontro Mondiale delle Famiglie, che si celebrerà nella capitale messicana, un'importanza decisiva.

Il Messico, secondo Paese del mondo per numero di cattolici, accoglierà dal 13 al 18 gennaio questo evento convocato da Benedetto XVI, che dovrebbe arrivare a riunire più di un milione di persone.

Questo venerdì si è svolto nella Sala Stampa del Vaticano un incontro con la stampa diretto dal Cardinale Ennio Antonelli, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, nel corso del quale è stato distribuito un comunicato che risponde a questa domanda: “Quale stato di salute registra la famiglia oggi in Messico?”.

La nota del Vaticano risponde in questo modo: “La famiglia in Messico, come in altre parti del mondo, sta attraversando oggi una crisi”.

Nel 2006, Città del Messico è diventata la seconda città dell'America Latina, dopo Buenos Aires (Argentina), la cui legislazione abbia riconosciuto le unioni amministrative di persone dello stesso sesso.

Nell'agosto 2008, la Giustizia messicana ha ratificato la legge che depenalizza l'aborto fino a 12 settimane di gestazione nella capitale dello Stato, cosa fino a questo momento ritenuta incostituzionale da eminenti giuristi.

“Tuttavia sono ancora molti i valori che si conservano; l'unità familiare fortemente sentita e valorizzata”, afferma la nota vaticana.

“Le famiglie, ad esempio, si riuniscono frequentemente per celebrare i principali avvenimenti civili, religiosi e le loro tradizioni, per discutere e per cercare insieme soluzioni ai loro problemi. La famiglia è la principale istituzione di aiuto e di solidarietà”.

“Aborto, divorzio, eutanasia, temi della bioetica, anche se lontani dalla cultura e dalla prassi popolare, stanno penetrando anche nella mentalità del popolo messicano”, constata il dicastero vaticano, sottolineando che la famiglia “oggi deve affrontare, con creatività e con spirito propositivo, la sfida di una cultura individualista e mercantilista, basata sulla produzione e sul consumismo”.

“Abbiamo purtroppo un concetto errato di libertà, intesa, questa, come autonomia chiusa in se stessa; si privilegiano altre forme di convivenza che offuscano il valore della famiglia, basata sul matrimonio di un uomo e di una donna”.

“Porsi al servizio della trasmissione della vita e dell'educazione dei figli diventa oggi molto difficile. Con questa mentalità errata, molte volte si diffondono – senza un ampio consenso sociale e sotto l'impulso di piccoli ma attivi gruppi di pressione fortemente ideologizzati e dalle grandi risorse economiche – delle leggi che permettono, con molta facilità, l'aborto come pure il divorzio rapido e l'eutanasia. Rispondere a queste sfide è un obbligo morale e difficile”.


La Chiesa, aggiunge il testo, “sta compiendo un grande sforzo di evangelizzazione sostenendo le famiglie cristiane nei loro valori, stimolandole a intraprendere una vasta strategia di promozione, di difesa della vita dal concepimento alla morte naturale e dei diritti della famiglia, anche in ambito politico, culturale, economico e sociale”.

“Grazie a Dio – conclude il comunicato – negli ultimi anni, sono sorte numerose iniziative, sia ecclesiali che civili, al servizio della famiglia: gruppi, movimenti, associazioni per la pastorale familiare, istituti di formazione in bioetica a diversi livelli, associazioni civili e reti che appoggiano tutto questo lavoro”.