Euntes...


 

Islamabad, 21. Non soltanto in India ma anche nel confinante Pakistan la persecuzione dei cristiani appare costante:  attacchi a scuole, chiese e abitazioni della comunità si susseguono da anni in diverse aree del Paese asiatico. Oltre 170 scuole assaltate o distrutte in due anni; più di 400 fra istituti e collegi femminili costretti a chiudere per minacce e intimidazioni:  è il bilancio del clima di terrore che stanno vivendo gli abitanti nel distretto di Swat, all'interno della provincia di frontiera di nordovest. Si tratta di un territorio dove di fatto governano le bande dei talebani, che hanno preso di mira in particolare gli istituti di educazione femminili. Le scuole private gestite da gruppi e istituzioni cristiane o da altre associazioni ed enti indipendenti hanno infatti deciso la chiusura per non correre rischi, in seguito alla diffusione di un editto, lanciato da una radio locale, che minacciava attentati e ritorsioni alle strutture ancora in funzione dopo il 15 gennaio. Il distretto è divenuto nel passato un campo di battaglia fra l'esercito pakistano e gli integralisti che, dopo il ritiro dei militari, hanno occupato la zona.


Presidi, educatori e genitori delle scuole private hanno concordemente deciso, vista la situazione, la chiusura a tempo indeterminato delle strutture che si potranno riaprire, sottolineano, soltanto  quando  l'editto verrà revocato.
Si calcola che sono oltre 125.000 le studentesse penalizzate dalla situazione e private del diritto all'istruzione. Tra l'altro, una scuola gestita dalle suore carmelitane apostoliche srilankesi, che contava circa mille studentesse è stata anche distrutta dal lancio di rudimentali bombe.


Altre violenze sono avvenute nella provincia del Punjab:  un non precisato numero di musulmani, ieri, hanno assaltato la chiesa e quattro abitazioni di cristiani nel villaggio di Kot Lakha Singh, compiendo anche atti di tortura. All'origine dell'attacco ci sarebbe la disputa sulla proprietà di un terreno.
Il fatto è stato reso noto, secondo quanto riporta l'agenzia AsiaNews, dalla Commissione nazionale per la giustizia e la pace del Pakistan.


Ad essere stata assaltata per prima è stata l'abitazione di un cattolico, William Masih:  gli assalitori hanno torturato i presenti, incluse donne e bambini, e successivamente hanno rubato soldi e oggetti d'oro. I musulmani hanno quindi colpito le dimore di altre tre famiglie cristiane del villaggio e, infine, hanno fatto irruzione nella chiesa che accoglie cattolici e protestanti, danneggiando gli arredi e strappando i testi sacri.


Le violenze sono state denunciate alla polizia che, tuttavia, non ha ancora individuato e arrestato alcun colpevole.


(©L'Osservatore Romano - 22 gennaio 2009)