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Solidarietà con il Papa degli studenti africani a Roma

I media, dicono, hanno dato un'immagine sbagliata dell'Africa

 

ROMA, venerdì, 27 marzo 2009 (ZENIT.org).- Il Comitato degli Studenti Africani a Roma ha convocato per questa domenica alle 11.30 in Piazza San Pietro in Vaticano una manifestazione di sostegno a Benedetto XVI a favore del messaggio che ha lasciato nella sua visita pastorale in Camerun e Angola e contro le strumentalizzazioni dei mezzi di comunicazione.

"I mass media hanno presentato quella parte del pianeta brutta, sofferente, piena di malattie. Noi ci aspettavamo che parlassero di un'Africa bella, accogliente, vivace, sorridente", ha spiegato a ZENIT Mari Anne Mollo, una delle organizzatrici della manifestazione, originaria del Camerun.

"Il Camerun ha preso due giorni di ferie per accogliere il Papa. I giornalisti hanno ridotto il viaggio a parlare del preservativo e hanno tagliato le affermazioni del Pontefice", ha spiegato la ragazza, studentessa alla Pontificia Università Gregoriana.

La prima cosa di cui ha bisogno l'Africa, ha osservato riferendosi alla polemica sul preservativo, è rappresentata da servizi sanitari e alimentazione.

"Gli africani non muoiono solo di Aids, ma anche di altre malattie, di mancanza di igiene. Come può essere vitale il preservativo quando si sente la mancanza delle cose fondamentali per vivere?", ha chiesto.

La promozione massiccia del preservativo, ha osservato, "impoverisce culturalmente, economicamente, moralmente, perché porta la gente a comportamenti irresponsabili e va contro la nostra cultura".

"Per questo diciamo no al disprezzo della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Vogliamo camminare con Benedetto XVI e seguire le linee che ha tracciato per il nostro presente e il nostro futuro, e scrivere così una nuova pagina".

La manifestazione avrà luogo in occasione della preghiera mariana dell'Angelus, che il Papa dirige tutte le domeniche.

Un comunicato inviato dagli studenti a ZENIT spiega che con la manifestazione vogliono "ringraziarlo per la lucida e accurata diagnosi sociale, culturale, spirituale, ambientale ed economica che ha fatto sul nostro continente e per le varie soluzioni e strade che ci ha indicato affinché siamo noi stessi gli artefici e i protagonisti del nostro sviluppo".

Allo stesso tempo, sperano che questa manifestazione serva "per dire alla Comunità Internazionale che le priorità assolute per l'Africa sono il cibo, l'acqua, l'energia, le cure mediche, un reddito stabile alle famiglie, un sistema commerciale che faciliti anche l'esportazione dei prodotti africani e non solo l'esportazione delle materie prime, la valorizzazione 'sul posto' delle proprie ricchezze e non il saccheggio delle sue risorse".