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La Quaresima degli anglicani: Un tempo per sviluppare
anche una coscienza ecologica


Londra, 3. La Comunione anglicana ha avviato, durante il periodo di preparazione alla Pasqua, una campagna ecologica dal titolo "Tearfund's Carbon Fast" volta a promuovere tra i fedeli delle diocesi stili di vita sempre più coerenti con la necessità di salvaguardare l'ambiente. La campagna prende le mosse dalla consapevolezza di ridurre l'impatto delle attività umane sul creato che progressivamente stanno producendo gravi conseguenze,  come ad esempio, il generalizzato riscaldamento globale del pianeta.

 
La Comunione anglicana, a tale proposito, ha puntato la sua attenzione sul problema dell'utilizzo delle fonti non rinnovabili, in particolare il carbone che, in Gran Bretagna, costituisce una risorsa energetica ampiamente utilizzata. Infatti, nel Paese, sono numerose le miniere attive per le estrazioni del fossile che contribuisce a far funzionare gli impianti di riscaldamento delle abitazioni. Per questo motivo la nazione è gravata dal problema dell'inquinamento atmosferico, di cui appunto il carbone è uno dei principale colpevoli.


I vescovi anglicani hanno quindi deciso di dare vita a una "Quaresima ecologica", al fine di ricordare ai fedeli l'obbligo di sostenere uno sviluppo ecocompatibile della società. Tra i promotori della campagna vi sono il vescovo di Londra, reverendo Richard Chartres e il vescovo di Liverpool, reverendo James Jones. All'iniziativa ha aderito, inoltre, l'arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams. Inoltre, ai vescovi si è unito anche il segretario di Stato del Governo inglese per l'energia e i cambiamenti climatici.


Il periodo di preparazione alla Pasqua costituisce - è spiegato - un'occasione speciale per adottare stili di vita più sobri, evitando gli sprechi energetici. Si tratta - è sottolineato - "di fare anche un "digiuno" energetico, cercando di tagliare l'uso del carbone nelle case per i prossimi giorni fino alla Pasqua".


Diverse diocesi sono per questo state coinvolte:  in quelle, ad esempio, di Southwark at Holy Trinity e South Wimbledon sono stati organizzati una serie di eventi, tra cui alcuni incontri con esperti di economia e salvaguardia dell'ambiente. Molteplici sono poi i piccoli programmi, quasi simbolici ma comunque importanti nel contesto generale della campagna, avviati nelle comunità, dove alcuni gruppi di fedeli stanno distribuendo delle lampadine a basso consumo o si stanno installando dei caloriferi più ecologici rispetto ai vecchi impianti a carbone. Una donna, Mary Ann Furze, residente nella diocesi di Exeter, ha osservato che "la comunità alla quale appartiene è fortemente impegnata nell'iniziativa, in quanto ritiene che il contrasto alle cause del cambiamento climatico del pianeta fanno parte della missione ecclesiale". La diocesi di Exeter ha fra l'altro pubblicato una "guideline" destinata alle varie congregazioni per aiutarle nelle loro attività di promozione dei valori ecologici.


Il vescovo di Newcastle, reverendo Martin Wharton, ha lodato il fervore ecologico dei fedeli, affermando che "è positivo vedere gruppi di persone lavorare assieme nel programma che combina praticità e spiritualità". Il vescovo ha quindi assicurato il proprio impegno personale nel sostenere tali attività sia che si svolgano in maniera individuale che in gruppi che coinvolgono intere comunità e, a tale scopo, ha esortato "a divenire consapevoli dell'impatto ambientale dell'uso del carbone per essere meno incisivi nello sfruttamento delle risorse della terra".


Il consulente per le questioni ambientali della Comunità anglicana, David Shreeve, ha ricordato che la campagna quaresimale fa parte di quella più generale, sempre in tema di ecologia. Il consulente ha ricordato che "la preparazione alla Pasqua è un periodo di penitenza, riflessione e disciplina, ma può anche essere un momento per considerare tutto questo in termini pratici:  ridurre la nostra domanda energetica deve essere la sfida di quest'anno".
Nel mese di luglio scorso, durante il Sinodo generale della Comunione anglicana, è stata approvata una mozione che impegna tutte le diocesi "a sviluppare una risposta integrata e olistica ai problemi posti dai cambiamenti climatici". Raccogliendo tale sollecitudine, la maggior parte delle diocesi ha istituito al suo interno un ufficio per le politiche ambientali".


Nella successiva Conferenza di Lambeth, i vescovi in una dichiarazione hanno ricordato che "Dio ha creato gli esseri umani per vivere in comunità gli uni con gli altri e in armonia con l'ordine creato". "Come vescovi - hanno aggiunto - denunciamo le attività umane volte a procurarsi solo un indebito vantaggio o praticate a spese dell'ordine creato".



(©L'Osservatore Romano - 4 marzo 2009)