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Cattolici e ortodossi, verso un accordo sulla questione del primato

Il dibattito sul tema centrerà i lavori congiunti di quest'anno

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 20 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Nonostante le difficoltà, il dialogo tra le Chiese cattoliche e ortodosse procede in modo positivo sia a livello di dialogo teologico che nelle relazioni fraterne.

 

Lo ha constatato il sottosegretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, Eleuterio F. Fortino, in un breve rapporto sulla situazione dei lavori della Commissione Mista, pubblicato da “L'Osservatore Romano”.

 

Per l'esperto, è significativo lo sviluppo, negli ultimi anni, di “costruttive relazioni” tra Roma e Costantinopoli, ma anche “con il Patriarcato di Mosca e con altre Chiese ortodosse”, come dimostrano il recente scambio di visite tra Patriarchi e Cardinali e la partecipazione, per la prima volta nella storia, del Patriarca di Costantinopoli all'Assemblea del Sinodo dei Vescovi.

 

Circa il dialogo teologico, Fortino ha spiegato che la Commissione attualmente sta rivedendo come si intendeva il primato del Vescovo di Roma, prima sedes, nel primo millennio del cristianesimo, quando le due Chiese erano in comunione nonostante le difficoltà.

 

Per facilitare i lavori, la Commissione si è divisa in due sottocommissioni, una di lingua inglese e un'altra di lingua francese, che studiano i documenti ecclesiali in cui si affronta la questione, come le lettere apostoliche dei primi secoli o i Padri della Chiesa.

Si studia anche il ruolo dei Papi nella confutazione delle eresie, come l'arianesimo, il monofisismo, ecc., e in particolare la condanna delle eresie iconoclaste (Concilio di Nicea II, anno 787), che hanno avuto tanta importanza per le Chiese orientali.

La questione, spiega Fortino, non è tanto quella del primato di Roma in sé, accettato da entrambe le Chiese, come dimostra il Documento congiunto di Ravenna (firmato nel 2007), ma l'interpretazione del contenuto del primato, su cui esistono ancora grandi differenze.

 

Per questo, aggiunge, la chiave è nel trovare “una lettura comune dei fatti storici” e “un inizio di ermeneutica dei dati scritturistici e di esame delle varie opzioni teologiche”.

 

“Tale dialogo ha intrapreso un cammino complesso, ma il solo che potrà chiarire l'orizzonte verso la piena comunione”, ha spiegato. Su questa base si sta lavorando a un progetto di documento che verrà esaminato dalla sessione plenaria della Commissione, che avrà luogo a Cipro nell'ottobre prossimo.

 

Un'altra questione che dovrà essere studiata è come il contenuto di questo primato si sia evoluto nel secondo millennio, dopo la rottura tra le due confessioni, e qual è la situazione attuale dopo il Concilio Vaticano I e II, che cercano di recuperare la visione di comunione che esisteva nel I millennio.

 

In sostanza, spiega Fortino, il dialogo “rimane aperto nella sua nuova fase e in una prospettiva positiva”, nonostante le “permanenti e nuove difficoltà”.