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177 Paesi mantengono relazioni diplomatiche con la Santa Sede

L'ultimo è stato la Repubblica di Botswana, nel novembre scorso

CITTA' DEL VATICANO, venerdì, 9 gennaio 2008 (ZENIT.org).- Con lo stabilimento delle relazioni diplomatiche con la Repubblica del Botswana, il 4 novembre 2008, sono ormai 177 gli Stati di tutto il mondo che mantengono un riconoscimento bilaterale con la Santa Sede.

Lo riferisce un comunicato reso pubblico questo giovedì in occasione del tradizionale incontro del Papa con il Corpo Diplomatico accreditato presso la Santa Sede, che si celebra sempre all'inizio di gennaio e in cui si riassume l'attività diplomatica svolta dal Vaticano nell'ultimo anno.

La Santa Sede, ricorda il comunicato, mantiene anche rappresentanti presso le istituzioni europee e presso il Sovrano Ordine Militare di Malta e due missioni speciali che implicano un certo riconoscimento anche se non in forma piena: la Missione della Federazione Russa, guidata da un ambasciatore, e l'ufficio dell'Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP).

Il Vaticano è rappresentato anche nelle istituzioni di carattere mondiale: come “Stato osservatore” presso l'ONU e come membro di 7 organizzazioni e agenzie delle Nazioni Unite, osservatore di altre 8 e membro o osservatore in 5 organizzazioni di tipo regionale.

Tra i Paesi che non hanno relazioni diplomatiche con la Santa Sede ci sono la Cina, la Corea del Nord, il Vietnam e l'Arabia Saudita.

Accordi bilaterali

Nel 2008, la Santa Sede ha negoziato tre accordi bilaterali con il Principato di Andorra, il Brasile e la Francia, e ha ratificato l'accordo firmato in precedenza con la Repubblica delle Filippine.

L'accordo con il Principato di Andorra, ratificato il 12 dicembre scorso, e quello con il Brasile, firmato il 13 novembre, avevano l'obiettivo di regolare completamente la relazione giuridica della Chiesa cattolica con questi Paesi e si riferiscono a vari aspetti, mentre quello ratificato con le Filippine (29 maggio) e quello firmato con la Francia (18 dicembre) si riferiscono a questioni concrete come i beni culturali e l'istruzione.