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Cinquantamila malati di colera
nello Zimbabwe

 

Harare, 27. Nello Zimbabwe sono ormai oltre cinquantamila le persone contagiate e già quasi tremila quelle uccise dall'epidemia di colera incominciata in agosto e che le spaventose condizioni sociali e sanitarie del Paese impediscono di arginare. 


In un contesto tanto drammatico, si protrae l'irrisolta crisi politica che paralizza il Paese, portato alla bancarotta dal regime del presidente Robert Mugabe, al potere fin dall'indipendenza dalla Gran Bretagna nel 1980 e che - nel giudizio concorde degli osservatori internazionali - ha violato con brogli e intimidazioni la volontà popolare che nelle elezioni presidenziali dell'anno scorso aveva dato la vittoria al leader dell'opposizione Morgan Tsvangirai.


Ieri si è registrato il fallimento anche dell'ultimo tentativo di mediare un accordo messo in atto dalla Comunità di sviluppo dell'Africa occidentale (Sadc). Dopo una riunione a Pretoria, in Sud Africa, fonti ufficiali della Sadc hanno anzi detto che non solo non è arrivata un'intesa, ma le parti, "che prima erano poco distanti", ora sono "lontane miglia". Da parte sua, Mugabe ha ribadito che formerà un Governo con o senza l'accordo con l'opposizione, secondo quanto comunicato dall'attuale vice ministro dell'Informazione Bright Matonga.


Nelle stesse ore, l'Unione europea rafforzava le sanzioni contro gli esponenti del regime di Mugabe. I ministri degli Esteri dei ventisette Paesi dell'Ue, riuniti a Bruxelles, hanno aggiunto i nomi di 26 individui e di 36 compagnie alla lista delle personalità e delle organizzazioni colpite da interdizioni. Per la prima volta, la lista comprende anche società con base in Europa, in particolare in Gran Bretagna. Finora, la lista comprendeva 168 persone e una quarantina di società.


In particolare, i ministri europei hanno espresso preoccupazione per l'aumento del commercio illecito di diamanti che potrebbe servire a sostenere finanziariamente il regime di Mugabe. In questo contesto, affermano le conclusioni della riunione a Bruxelles, si condannano anche le violenze commesse dalle forze sostenute dallo Stato contro i cercatori e i venditori di diamanti a Marange/Chiadzwa. I ministri chiedono un'inchiesta sullo sfruttamento dei diamanti in questo sito e in particolare sul sostegno finanziario illecito che potrebbe arrivare al regime di Mugabe, così come sulle violazioni ai diritti dell'uomo commesse in questi ultimi tempi.


Per questo, i ministri fanno appello al cosiddetto processo di Kimberley, il meccanismo internazionale che sorveglia il contrabbando di diamanti, affinché lo Zimbabwe si conformi agli obblighi previsti.